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Giuseppe Gulotta Slalom di Roccamassima

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Roccamassima (Demetrio Vilardi) – Probabilmente Steven Spielberg non segue gli slalom, anzi, sicuramente ne disconosce l’esistenza. Ma domenica a Roccamassima sembrava davvero di assistere ad uno dei suoi film, tanto è stato caotico e rocambolesco l’esito finale, con i colpi di scena e gli stravolgimenti di classifica che si sono susseguiti a ritmo continuo.“Visione sconsigliata ai deboli di cuore”: fosse stato veramente un film, con molta probabilità avrebbe apportato questa scritta sulla copertina.
La pioggia torrenziale che si è abbattuta sul percorso di gara durante le prime due manche, infatti, ha penalizzato tutti i protagonisti del Campionato Italiano; dopo, nel corso dell’ultima manche è spuntato il sole e si è corso, così, con la strada quasi asciutta. Ciò ha comportato un ulteriore e deleterio stato caotico, con tutti i piloti che cercavano dare il tutto per tutto, finendo, nella maggior parte dei casi pe strafare. Neopromossa nella massima serie slalomistica italiana, la gara pontina non poteva avere esito peggiore: la bellezza del percorso, infatti, è servita a poco in queste condizioni, e l’organizzazione si è dimostrata anche un po’ carente sotto alcuni aspetti.
Ad imporsi su tutti alla fine è stato il giovanissimo Giuseppe Gulotta, diciottenne da pochi mesi, che ha dimostrato in questa occasione quanto sia grande il suo talento ed il suo potenziale futuro. In queste condizioni non serviva il piede, ma la testa ed il  trapanese ha dimostrato di saper ragionare molto bene: nell’ultima decisiva manche, quando tutti hanno sbagliato, è salito alla perfezione con la sua Osella Pa21s-Honda, conquistando così la prima vittoria assoluta della sua limitatissima carriera. A dire il vero un assoluto lo aveva conquistato già lo scorso anno, quando ancora non era maggiorenne, sul circuito di Kinisia, ma questa è la sua prima vittoria importante, che lo consacra già da ora fra i grandi dello slalom.
La piazza d’onore era conquistata dal campione in carica Fabio Emanuele, che a fine gara piangeva con un occhio e rideva con l’altro, perchè con queste condizioni e considerati i risultati ottenuti dai rivali, il suo 2° posto vale più dell’oro.

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